Spendiamo sette milioni l’anno per la casta dei Municipi

municipio2Oltre sette milioni e 600mila euro. Tanto costano ai romani i Municipi, anzi gli «stipendi» di minisindaci, assessori e consiglieri municipali, cioè del personale politico. Eletto o meno che sia. È tutto nero su bianco, basta cercare sul sito del Comune di Roma.

 

QUANTO COSTANO I PRESIDENTI
Un presidente di Municipio percepisce 3.807,55 euro lordi mensili. Non male. Vuol dire che il suo compenso annuale è 45.690,6 euro. I minisindaci sono quindici (il X Municipio, quello di Ostia, è commissariato per mafia, ma voterà il prossimo anno), quindi ogni mese per i presidenti si spengono 57.113,25 euro e ogni anno 685.359 euro.

 

LO STIPENDIO DEI VICEPRESIDENTI
Ogni vicepresidente di Municipio guadagna invece 2.855,66 euro al mese, il che significa 34.267.92 euro l’anno. I quindici vicepresidenti costano ai romani 42.834,9 euro al mese e 514.018,8 euro l’anno.

 

QUANTO PRENDONO GLI ASSESSORI
Discorso simile per gli assessori municipali. Ciascuno di loro ha un compenso di 2.474,90 euro lordi al mese. Un membro di giunta percepisce 29.698,8 euro l’anno. Una giunta municipale (composta da sei assessori ciascuna) costa all’amministrazione capitolina 14.849,4 euro al mese e 178.192,8 euro l’anno. Per tutte le giunte municipali si spendono 222.741 euro al mese e 2.672.892 euro l’anno. Considerando i compensi di presidente, vicepresidente e assessori ogni giunta municipale costa al mese 19.037,71 euro.

 

I GETTONI DEI CONSIGLIERI
A questo importo bisogna aggiungere naturalmente le indennità dei consiglieri municipali, si tratta di circa mille euro lordi per ciascun eletto. In ogni Consiglio municipale siedono 24 consiglieri. I conti sono presto fatti: per ogni Consiglio si spendono 24.000 euro lordi al mese e 288.000 euro l’anno. I 360 consiglieri municipali di Roma complessivamente costano ai romani 360.000 euro al mese e 4.320.000 euro l’anno.

 

«PART-TIME»
Per completezza di cronaca va però detto che non tutti i consiglieri municipali percepiscono mille euro lordi al mese (750 netti). Tale indennità è corrisposta solo a chi non ha un altro lavoro. Se l’eletto svolge un’altra attività lavorativa, infatti, percepisce 800 euro lordi al mese (circa 500 netti), ma ha diritto a permessi retribuiti a carico dell’amministrazione comunale per assentarsi dal luogo di lavoro e partecipare ai lavori consiliari, sia alle sedute d’aula che a quelle delle commissioni. Sono molti i consiglieri municipali che hanno un lavoro o svolgono un’attività. In più, bisogna precisare che il compenso degli eletti costituisce la somma dei gettoni di presenza che essi percepiscono partecipando alle sedute di Consiglio o di commissioni. Quindi, tra chi oltre a fare il consigliere ha un lavoro «normale» e chi percepisce meno del tetto massimo a causa delle assenze, la spesa annuna per i consiglieri municipali è spesso inferiore ai suddetti 4.320.000 euro l’anno e si aggira intrno a una media di 3.240.000 euro (216.000 euro al mese). Un discorso simile va fatto per le giunte municipali, perché un assessore – come del resto i colleghi comunali – può optare per la formula full-time (nel qual caso percepisce appunto 2.474,90 euro al mese) o per quella part-time. È il caso di assessori che svolgono anche un’altra attività lavorativa e che magari non possono o non vogliono (per non perdere il loro stipendio) mettersi in aspettativa non retribuita. Un assessore municipale part-time percepisce esattamente la metà di un ofull-time: 1.237,45 euro al mese. Nella scorsa consiliatura gli assessori part-time erano 24, di cui 6 vicepresidenti di giunta.

 

PARAGONI IMPIETOSI
Ma un presidente di Municipio o un assessore municipale guadagna tanto o poco? Per capirlo bisogna fare qualche paragone. «Perché un deputato deve guadagnare 20mila euro al mese e un assessore della Capitale d’Italia 3.500 euro al mese?». Questa domanda se l’è posta Ignazio Marino il 22 agosto 2013, quindi praticamente appena eletto sindaco di Roma. Marino osservava che il parlamentare «non ha responsabilità dirette», mentre l’assessore comunale «lavora 16 ore al giorno». Lo stipendio dell’assessore è rapportato a quello del sindaco di Roma, che – come ex legge Bassanini per tutti i sindaci di Comuni sopra il mezzo milione di abitanti – si attesta sui 7.800 euro lordi. Per sindaco e assessori comunali vale la stessa regola in vigore per gli omologhi municipali: si può optare per la formula full-time (nel caso in cui non si abbia un lavoro dipendente o si decida di andare in aspettativa non retribuita) o part-time (nel caso si abbia un impiego dipendente e non si vada in aspettativa). Quindi un membro di giunta comunale guadagna poco più di un presidente di Municipio (che, in qualità del suo ruolo, ha responsabilità dirette) e poco meno del doppio di un assessore municipale. Eppure, statistiche alla mano, una giunta municipale vara in media 20 delibere ogni cinque anni, l’80% delle quali reca come oggetto la dicitura «conferimento incarico». Mentre un consiglio municipale sforna una settantina di delibere a consiliatura. Il rapporto tra retribuzione e impegno lavorativo quindi non è affatto male. Ma c’è un altro dato da tener presente. La sindaca Virginia Raggi, rispondendo a una domanda a tal proposito in campagna elettorale, ha chiarito che il compeso netto massimo per un consigliere comunale di Roma è 1.700 euro (2.500 lordi). Gli eletti in Assemblea Capitolina infatti non hanno un compenso fisso, ma esso varia in base ai gettoni di presenza percepiti per le presenze in Aula o in commissione. Quindi gli assessori municipali sono di più dei consiglieri comunali (90 a 48), non sono stati eletti e percepiscono lo stesso compenso, solo che non sono soggetti al meccanismo dei gettoni di presenza. Facendo i conti e sommando quanto percepiscono sindaco, giunta e consiglieri comunali (181.800 euro al mese e 2.181.600 euro l’anno) è evidente di come i Municipi costino quasi sei volte tanto.

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